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Paolo Maleddu, “La grande truffa”

Il libro di Paolo Maleddu, La grande truffa (2012) – “Come gli usurai internazionali si impossessano di tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione” – spiega in modo semplice e documentato come i grandi usurai internazionali (banchieri) si impossessano di tutta la ricchezza prodotta dalla  popolazione mondiale, indebitandola ed immiserendola gradualmente. Va letto, diffuso e meditato da tutti, perché descrive una incredibile tragedia umana e sociale che ci riguarda direttamente e quotidianamente.

Molto è stato scritto e denunciato, sia nei decenni passati che nei giorni nostri, sulla grande truffa internazionale organizzata dal capitalismo finanziario internazionale e dall’imperialismo delle guerre e della impostura mediatica. Una truffa devastante e planetaria, descritta da molte fonti Internet (in parte citate nel libro), ma  tuttora censurata e coperta dai grandi mass-media (TV e giornali).

Ecco allora alcuni spunti e commenti personali che scaturiscono dalla lettura del libro di Paolo Maleddu.

“La grande truffa” – richiama storie, fatti e testimonianze autorevoli che provano, in modo incontrovertibile, il cinico disegno e le responsabilità degli usurai internazionali e di tutti coloro che li sostengono: militari, governanti, politici, economisti di regime, giornalisti, imprenditori, ecc. Poiché si tratta di una realtà immanente e di verità scientifiche verificabili, l’unico rimedio dei potenti è quello di occultarle, mistificandone cause, dinamiche, responsabilità, finalità, termini e significati.

Il libro completa e raccoglie le analisi – scientifiche ed intuitive – che su questo tema sono state prodotte negli anni e che tuttora non trovano alcuno spazio nei grandi mass-media e nella politica corrente. E’ articolato in 23 capitoli, con introduzione e considerazioni finali conclusive, ampia bibliografia e un elenco dei siti web e delle fonti, che hanno trattato il problema in modo qualificato e convincente.

In termini semplici ed efficaci l’autore ripercorre la storia e il ruolo della moneta e della economia, quale potrebbe e dovrebbe essere, e quale è invece diventato oggi per il disegno criminale ed egemonico di una élite finanziaria ed imperialista. Essa sta producendo – impunemente ed inutilmente – la rovina di popoli e Stati sovrani, con la complicità di governi, partiti,sindacati, “economisti” di regime, giornalisti…

In estrema sintesi, la moneta quale mezzo di scambio convenzionale di beni materiali ed immateriali prodotti dal lavoro umano, si è tradotta in strumento di arricchimento e di potere per una élite ristretta che sfrutta la ricchezza prodotta dal lavoro umano. Infatti le banche centrali – tutte private – stampano ed emettono moneta, appropriandosi del suo valore nominale e prestandolo ad usura a Stati e cittadini vessati.

E’ la truffa monetaria ed economica del cosiddetto “debito pubblico” e dei relativi interessi che Stati e  contribuenti pagano ai banchieri usurai, impoverendosi sempre più e svendendo i beni comuni del Paese. In questo contesto l’economia perde il suo ruolo naturale – come scienza e pratica che distribuisce equamente beni e risorse tra i cittadini – per diventare “predonomia” (come l’ha definita C. R. Viola nei suoi scritti). Cioè arricchimento illecito di una minoranza speculativa ai danni della maggioranza produttiva indebitata. Il debito così imposto, è anche inestinguibile, a causa degli interessi crescenti che ne derivano.

In questo scenario truffaldino, i grandi banchieri svolgono il ruolo di usurai, parassiti e falsari legalizzati.

L’emissione e la proprietà della moneta consente alle banche di manovrarne il flusso, cioè i processi di inflazione/deflazione, nonché la distribuzione, iniqua e selettiva, di beni e servizi. Creano inflazione (più monete che beni circolanti) immettendo moneta e facendo perdere valore al danaro (i beni ridotti sono più ambiti); creano deflazione (più beni che moneta) non concedendo credito e ritirando moneta, in modo che i prezzi dei beni diminuiscano. Invece la moneta, come mezzo di scambio, deve essere sempre in equilibrio con i beni in circolazione. Cosa che potrebbe e dovrebbe garantire lo Stato nazionale se avesse la proprietà della moneta e il potere di emetterla, senza indebitare sé stesso e i cittadini. Inoltre l’emissione di moneta in rapporto alle esigenza e alla capacità produttiva dei cittadini, genererebbe ricchezza e benessere, con riflesso positivo sulla vita dei singoli e sui consumi. In sostanza, la logica della “scarsità imposta” – qui del denaro – determina miseria, ricatti, disoccupazione, corruzione, delinquenza…

Il libro ripercorre poi la storia delle banche centrali private – BCE nella UE e Banca d’Italia da noi – i processi politici, militari ed economici, pianificati, che ci hanno portato alla catastrofe sociale di oggi; le responsabilità individuali, di governi, partiti e mass-media che hanno causato la situazione attuale.

Governi, parlamenti, partiti e sindacati sono diventati i “camerieri” privilegiati dal grande Capitale finanziario. Dopo Bretton Woods (Nixon,1971) – moneta sganciata da riserva aurea – il 95% della massa di danaro in circolazione viene investito nelle borse e in operazioni speculative, che se vanno in perdita, vengono ripianate dai soldi dei contribuenti e dei correntisti. La Banca d’ Italia è per il 95% in mano di banche private che dovrebbe controllare, perciò il rapporto controllore-controllato è rovesciato.

L’autore definisce la UE un “regime totalitario sovranazionale” con vertici mai eletti da alcuno. Il ruolo costituzionale degli Stati viene azzerato e stravolto e, con esso, la sovranità popolare e parlamentare. Allo Stato nazionale rimane solo il rimedio di imporre tasse crescenti e svendere beni e funzioni pubblici. E’ il dissolvimento dei Stati nazionali europei, ostacoli nel cammino del governo mondiale. Tralascio per brevità molti dei contenuti del libro che è alquanto esteso e, forse, ridondante per chi conosce la materia.

Se i più, come viene detto, non hanno tempo e pazienza di ascoltare brevi e preziose testimonianze orali, avranno tempo e modo per leggere un libro di 260 pagine? Ribadisco però il suo valore analitico e didattico, prezioso anche ai moltissimi che non hanno conoscenze economiche o finanziarie.

Breve commento al libro:

In  realtà, come ho scritto a più riprese, agli Stati nazionali rimangono alcuni ruoli molto impopolari: l’imposizione dell’euro, del debito, della troika FMI/BCE/UE; le aggressioni militari contro Stati e popoli da rapinare e colonizzare; la repressione poliziesca del dissenso interno; la imposizione fiscale iniqua; la impostura mediatica sulla quale è costruita questa truffa monetaria ed altre truffe, non meno dannose.

Molti dei dati, delle citazioni e degli argomenti descritti nel libro sono noti a chi ha già condotto analisi simili, in particolare, su siti come www.forumdac.it, www.pickline.it, www.blogtaormina.it (non citati dal libro). La necessità di divulgare verità e fatti che sono ampiamente sconosciuti e manipolati impone, a mio avviso, una sintesi più stringata degli argomenti trattati, in modo da consentirne una lettura più diffusa ed agevole.

Credo poi che, al punto in cui siamo, il problema non sia più solo quello di condurre analisi ultradocumentate  sulla grande truffa politica, mediatica, economica e monetaria in cui siamo immersi da tempo, quanto quella di discutere di possibili soluzioni di liberazione e di civiltà, a breve e medio termine.

A questo proposito, l’impostura mediatica sempre più marcata, deve essere contrastata con proposte ed azioni specifiche, poste finora solo dai siti indicati sopra, per la conquista del Diritto A Comunicare (DAC) dei popoli, dei cittadini e dei lavoratori, mediante strumenti adeguati, indicati da tempo e sottovalutati. Da qui derivano processi di conoscenza , di partecipazione e di controllo dei satrapi dominanti. E’ vero, siamo abituati a credere a tutto ciò che vediamo – o che ci viene mostrato – da qui l’egemonia totale della TV. Ma non basta dichiararlo, occorre mettere in campo idee e strumenti per far cessare la dipendenza diffusa.

Allo stesso modo, la lotta all’imperialismo, spacciato appunto per globalizzazione, in tutte le sue forme – militare, ideologico/mediatica, politica, economica,monetaria e sociale- deve basarsi su una teoria politica e su una prassi anticapitalista, della quale si sono persi valori, idee e proposte. Bisogna dimostrare che il socialismo, passato e presente, non sia tuttora il più efficace antidoto antimperialista. Non è certo casuale che Paesi di democrazia popolare e socialista – come Cina, India, Brasile, Cuba, Venezuela, Corea del Nord – siano oggi il maggiore ostacolo alle logiche imperialiste del governo unico  mondiale.

E’ anche bizzarro che un libro che per 260 pagg. descrive nefandezze e truffe, tutte del capitalismo finanziario e dell’imperialismo armato e bugiardo, metta poi un inciso di 3 righe, arbitrario e privo di ogni riscontro, che così recita: “Destra e sinistra, capitalismo e comunismo, terribili strumenti di divisione e contrapposizione dei popoli, ma facenti parte di un unico progetto globale architettato e controllato dallo invisibile potere del denaro” (pag.53).

La domanda è: da quale analisi del comunismo /socialismo – assente nel libro – scaturisce questa frase apodittica? Da quali sistemi sociali, da quali idee, da quali governi, da quali poteri, da quali politiche, pensano di poter essere liberati il nostro autore, i popoli vessati e gli antimperialisti di tutto il mondo? Domande, risposte e soluzioni che il libro non esplicita: è qui sta, a mio avviso, il suo limite maggiore.

La parte più difficile ed impegnativa, per chi conosce la realtà devastante dell’imperialismo, è appunto quella di trovare teorie, prassi e strumenti di liberazione, mediante un confronto aperto e paritario con tutti coloro che combattono sul serio capitalismo ed imperialismo, comunque camuffato. E’ noto che, rispetto al problema monetario e del debito, esistono approcci e proposte diverse, anche tra coloro che hanno  ben capito la truffa planetaria e vogliono liberarsene.